Massoterapia
Il tuo corpo in buone mani.

Cos’è la massofisioterapia?

Il massaggio riabilitativo, ossia la massofisioterapia come tutti la conosciamo è una disciplina cresciuta con l’ortopedia. È prescritta da medici, fisiatri e ortopedici e deve essere per legge praticata da fisioterapisti e massofisioterapisti diplomati. Consente, tra l’altro, di agevolare la guarigione e il ritorno alla normalità dopo che ci si è sottoposti a operazioni chirurgiche o traumi dell’apparato locomotore.

Rappresenta una delle più antiche metodologie utilizzate a fini terapeutici. Le tecniche di massoterapia (praticato per la cura dei dolori reumatici, contusioni, spasmi muscolari, etc.) furono descritte per la prima volta dai cinesi e dagli indù nel 5000 a.C. Lo stesso Ippocrate, padre della medicina occidentale, all’inizio de V sec. a.C. ne descrisse le numerose proprietà terapeutiche all’interno dei suoi scritti.??Egli affermava: “il medico deve avere molteplici esperienze, ma deve conoscere sicuramente l’arte del massaggio”. ?Omero (VIII sec. a.C.) nell’Odissea definisce il massaggio come metodica valida per il recupero della salute dei guerrieri: lenisce il dolore di un’articolazione infiammata, infondendo una sensazione di tonicità e di benessereRilassante o curativo, oggi esistono infinite tecniche e specializzazioni: la Massofisioterapia è in ogni caso un percorso molto delicato e complesso che richiede uno studio approfondito e, pertanto, deve essere eseguito esclusivamente da personale altamente specializzato. Se praticata correttamente, è in grado di influenzare tutto il corpo umano: sistema nervoso, circolazione del sangue, muscolatura, sistema scheletrico,sistema ormonale, sistema respiratorio e sistema digestivo.

Innanzitutto, agevola a la circolazione sanguigna favorendo il ritorno del sangue venoso dalla periferia verso il cuore. Variando l’intensità pressoria, è possibile direzionare l’effetto sulle vene superficiali o su quelle profonde, migliorando il generale funzionamento dell’organismo e l’elasticità della pelle, ed agevolando il ricambio cellulare, eliminando le tossine. La massofisioterapia stimola la circolazione linfatica: riassorbe gli edemi, scioglie i depositi organici post-traumatici ed aiuta ad eliminare l’acido lattico. L’azione sui muscoli, inoltre, può essere tonificante o decontratturante, a seconda delle specifiche esigenze.

L’efficienza delle articolazioni e del liquido sinoviale risulta maggiore, mentre sulle terminazioni nervose periferiche è possibile ottenere un effetto antalgico. Se il massaggio è praticato a livello addominale, aiuta lo svuotamento dell’intestino, favorendone la funzione peristaltica ed attivando i reni ad eliminazione l’acqua e le sostanze tossiche.

Utilissimo anche nella lotta contro gli inestetismi della cellulite, il massaggio è oggi praticato in ogni centro estetico per rimodellare e tonificare gambe e glutei, oltre che per rilassare mente e corpo. Inoltre, le sue proprietà curative vengono messe in pratica da medici, fisioterapisti e massofisioterapisti.

La professione del massofisioterapista (FNCM)

Il profilo professionale del massofisioterapista è contemplato nel decreto 7 settembre 1976 “Il massofisioterapista è in grado di svolgere tutte le terapie di massaggio e di fisioterapia in ausilio all’opera dei medici sia nel libero esercizio della professione sia nell’impiego in enti pubblici e privati, nell’ambito delle disposizioni di legge. Pertanto esegue ed applica tutte le tecniche del massaggio e della fisioterapia sull’ammalato secondo le istruzioni del sanitario, a livello di personale ausiliario e di terapista della riabilitazione.

Come lavora il massofisioterapista?

La pratica massoterapica può essere effettuata con manovre esclusivamente manuali o mediante specifici attrezzi o apparecchi (come TECAR e TENS). La durata dei trattamenti oscilla di solito da un minimo di 30 minuti ad un massimo di un’ora.

Quali sono i benefici?

Il massaggio ha effetti diretti sulla cute e sui muscoli, ed effetti indiretti, per via riflessa attraverso il sistema neurovegetativo, sull’apparato circolatorio e sul sistema nervoso. Viene impiegato per ridurre rigidità, tensione e indolenzimento muscolare determinando una sensazione di rilassamento e di benessere generale e può servire a combattere le conseguenze dello stress e degli stati d’ansia.?Il massaggio di tipo terapeutico viene praticato in numerose condizioni patologiche, in particolare in traumatologia, ortopedia, reumatologia quando è necessario stimolare i muscoli dopo una lunga immobilità, e può rientrare nei programmi di riabilitazione fisioterapica. Il massaggio riabilitativo consente di agevolare, dopo ferite o operazioni chirurgiche, la guarigione ed il ritorno alla normalità.

Quanto costa un trattamento?

Il costo varierà secondo la città dove vivete secondo l’esperienza e la formazione del vostro terapista. E’ una regola di comportamento saggia: diffidare di chi applica tariffe troppo basse, è spesso sinonimo di scarsa professionalità.

IL MASSAGGIO TERAPEUTICO e RIABILITATIVO: Quali tecniche?

Massaggio decontratturante Questa tecnica specifica si attua in presenza di spasmi muscolari e indurimenti, anche nel settore sportivo. ?Sono “pressioni scivolate profonde” e pressioni locali, alternando la tecnica detta “tampone assorbente”.

Massaggio Crioterapico E’ un massaggio a scopo antalgico, in quanto c’è l’applicazione del ghiaccio che si accompagna a movimenti di pressione e frizione. A questo effetto di vasocostrizione iniziale, e di seguito una vasodilatazione attiva, reattiva.

Massaggio di Cyriax Questa tecnica nata in Francia e conosciuta anche come tecnica “MTP” massaggio trasversale profondo. ?Si tratta di reperire il punto legamentoso o tendineo più doloroso, con la palpazione diretta o con la messa in tensione. ?Si eseguono con le dita dei movimenti particolari, trascinando il derma e il sottocutaneo in senso perpendicolare alla direzione delle fibre muscolari. La tecnica è efficace su fenomeni dolorosi recenti.

Massaggio Riflesso Tecnica che si applica in presenza di edemi, superficiali e profondi- in noduli muscolari,- lesioni cutanee.

Massaggio di Digitopressione Pressione digitale sui segmenti muscolari a scopo antalgico e quindi decontratturante.

Massaggio Drenante Tecnica di sfioramenti e pressioni per migliorare la circolazione del segmento trattato.

Massaggio a Pompage Pressioni con le mani a ventosa per permettere una regolare “spremitura” del muscolo.

DLM- Drenaggio Linfatico Manuale Il “drenaggio linfatico manuale” è una metodica nata nel 1932 grazie ad un medico danese VODDER. ?Gli effetti del drenaggio linfatico manuale sono: sul sistema nervoso vegetativo formato dal simpatico (nervo del giorno) che ci rende attivi e dal parasimpatico (nervo della notte) che ci permette di dormire. ?Il DLM stimola il parasimpatico, quindi genera una situazione di benessere e rilassamento. ?Effetto analgesico, effetto immunologico in quanto, attraverso lo spostamento manuale del liquido linfatico gli elementi “non corretti” che si trovano nel liquido corporeo vengono portati al più presto nei nodi linfatici (linfonodi) dove vengono resi inoffensivi. ?Effetto tonificante in quanto il DLM agisce sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni e linfatici. ?Effetto drenante in quanto la circolazione linfatica è importante nel mantenere bassa la concentrazione proteica nel connettivo. ?La manualità in questo massaggio è fondamentale in quanto permette alla linfa di seguire “correttamente” il suo corso, facendo in contempo penetrare ossigeno e sostanze attive nei tessuti interstiziali. La linfa stimolata dal DLM si sposta dal territorio linfoedematoso a territori in cui è funzionante il trasporto della linfa. Le indicazioni sono varie: ?Edemi linfostatici estesi.?Edemi locali di genesi traumatica, tipo ematoma. ?Lussazioni articolari, lacerazioni delle fibre muscolari, trattamento di fratture.?Edemi linfatici dopo operazioni.?Malattie del tessuto di sostegno e connettivo. ?Affezioni reumatologiche, reumatismo articolare acuto, poliartrite primaria cronica, artriti infettive, artrosi, gotta, tendinosi, borsiti, sindrome del tunnel. ?Edemi locali, e dei nervi periferici come emicrania, cefalea, nevralgia del trigemino. ?Infiammazioni croniche locali del tratto respiratorio. ?Malattie del tratto digerente. ?Squilibri vegetativi, quali stress. ?Prevenzione sulla salute.

 N.B. Le informazioni trattate in questi articoli non vogliono sostituirsi all’intervento del medico curante.

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CEFALEA: Piu’ efficaci i massaggi dei farmaci!

Tra le maggiori cause della cefalea c’è lo stress. Spesso però il ricorso ai farmaci non è efficace oppure presenta fastidiosi effetti collaterali. Ecco però che arriva una valida soluzione naturale per alleviare il dolore ma anche per dare a chi è preda dello stress un momento di relax. Si tratta dei massaggi, che secondo il parere di esperti intervistati nella rivista di Amburgo ‘Vital’, possono anche superare le pillole quanto ad efficacia analgesica.Esistono infatti manipolazioni ed esercizi ‘ad hoc’ utili per ridurre al minimo i fastidi della cefalea, senza effetti collaterali. In particolare, spiegano gli esperti la digitopressione localizzata sulla spina dorsale porterebbe notevoli benefici. Un tipo di massaggio che può anche essere facilmente insegnato al paziente per dare continuità a una cura (infatti è detto anche “automassaggio”) e che si ispira, come altre tecniche terapeutiche, alle teorie diagnostiche e curative proprie della medicina tradizionale cinese. Per poter effettuare un massaggio in maniera corretta basta seguire poche semplici regole: occorre avere le mani pulite, riscaldate da un breve strofinamento (uno o due minuti), e le unghie corte e pulite; bisogna essere in posizione comoda e in un ambiente tranquillo; il massaggio va praticato lontano dai pasti e, comunque, mai dopo abbondanti assunzioni di cibo; è bene iniziare con una lieve pressione e proseguire premendo sempre più con un movimento dapprima rapido e è poi più lento sino a tornare alla velocità iniziale, con una durata da un minimo di un minuto ad un massimo di cinque. Oltre al mal di testa, la digitopressione localizzata può essere utile per alleviare i sintomi dei seguenti disturbi: amenorrea, lombalgia acuta e cronica, cervicalgia, periartrite, reumatismi, enuresi, incontinenza, ipertensione, sindrome ansioso – depressiva, vertigini, stitichezza, contusioni, disturbi della menopausa, vomito, acufeni, epistassi, postumi di fratture.

Corriere della sera: Gli effetti benefici del massaggio..

MILANO – Buone notizie per chi ama i massaggi: da oggi ci sono almeno un paio di ottimi motivi per starsene sdraiati a farsi manipolare, perché secondo uno studio del Dipartimento di Psichiatria e Neuroscienze Comportamentali dell’ospedale Cedar’s Sinai di Los Angeles i massaggi non sono solo rilassanti, hanno veri e propri effetti biologici positivi. Due su tutti: riducono la quantità di ormoni dello stress in circolo e potenziano le risposte del sistema immunitario, proteggendo da infezioni e malattie.

MASSAGGIO – Chi preferisce un massaggio a una sudata in palestra si sentirà sollevato: sta davvero facendo qualcosa di buono per la sua salute. Lo dimostrano i dati raccolti da Mark Rapaport, il coordinatore dello studio, su 29 volontari sani: alcuni di loro sono stati sottoposti a 45 minuti di massaggio tradizionale, altri a 45 minuti di un massaggio “leggero”, che prevedeva solo lievi sfioramenti. Il massaggio tradizionale è molto diffuso in Europa ed è sostanzialmente un massaggio “standard”: prevede l’impiego di olio e si fa su una persona sdraiata sul lettino, attraverso manovre di sfioramento, frizione, impastamento e percussione in sequenze non rigidamente prefissate che dovrebbero garantire un effetto rilassante, tonificante e drenante (anche per questo viene spesso proposto per la prevenzione della cellulite). Per capire a fondo gli effetti reali di questo tipo di massaggio sull’organismo, Rapaport ha messo ai suoi volontari un piccolo ago per il prelievo di sangue: dopo averlo inserito, i partecipanti si sono riposati mezz’ora; poi sono stati raccolti alcuni campioni di sangue, uno e cinque minuti prima del massaggio; il prelievo è stato ripetuto alla fine del massaggio, dopo uno, 5, 10, 15, 30 e 60 minuti.

EFFETTI POSITIVI – I risultati delle analisi del sangue, in pubblicazione a ottobre sul Journal of Alternative and Complementary Medicine provano che «il massaggio non fa soltanto sentire genericamente meglio, ma può farci veramente del bene», per usare le parole di Rapaport. Già un singolo massaggio, infatti, provoca effetti benefici precisi e soprattutto misurabili. «Il massaggio profondo ha aumentato il numero e la percentuale dei linfociti in circolo, le cellule del sistema immunitario che ci difendono da infezioni e malattie – spiega Rapaport -. Inoltre, ha ridotto drasticamente i livelli di arginina-vasopressina, un ormone che è coinvolto nei comportamenti aggressivi e che provoca incrementi dell’ormone dello stress, il cortisolo. Il cortisolo stesso, poi, è risultato in netta diminuzione, così come diverse citochine infiammatorie». Insomma, 45 minuti di relax che fanno davvero bene, nel profondo. «I massaggi sono assai popolari, si stima che una persona su dieci se ne sia fatto almeno uno nel corso degli ultimi 12 mesi – dice lo specialista americano -. Molti fanno massaggi ritenendo che siano una parte importante nell’ambito di uno stile di vita sano. Oggi abbiamo la prova che è così, perché il massaggio provoca modifiche fisiologiche reali e tangibili, con effetti potenzialmente positivi su benessere e salute», conclude Rapaport.

Corriere della sera: Cervicale, sì ai massaggi. Adesso lo prova anche uno studio controllato:

Possono davvero aiutare a star meglio chi soffre di dolori cronici al collo

MILANO – Chi deve fare i conti con la cervicale prima o poi li prova. Ma sull’efficacia dei massaggi per risolvere dolori al collo che si trascinano da tempo non ci sono molte ricerche, così un gruppo di ricercatori di Seattle ha appena condotto una sperimentazione sul tema per verificare pro e contro della massoterapia.

STUDIO – La ricerca, che è stata pubblicata su Clinical Journal of Pain , è stata finanziata dall’ente americano che si occupa di verificare sicurezza ed efficacia delle cure alternative, il National Center for Complementary and Alternative Medicine . I ricercatori hanno coinvolto 64 pazienti con dolori al collo che duravano da almeno 12 settimane; alcuni hanno ricevuto un libretto con informazioni e consigli per l’auto-cura, altri sono stati sottoposti a un ciclo di massaggi che prevedeva 10 sedute lungo l’arco di 10 settimane, condotte da terapisti che effettuavano massaggi secondo tecniche standard e davano anche ai pazienti piccoli suggerimenti per stare meglio. Tutti sono stati valutati a 4, 10 e 26 settimane dall’inizio della sperimentazione per capire se le condizioni del collo erano migliorate, ad esempio in termini di dolore e funzionalità riacquistata.

MIGLIORAMENTI – Dopo 10 e 26 settimane chi aveva ricevuto i massaggi stava decisamente meglio degli altri e al termine dello studio non aveva aumentato l’uso di antidolorifici, cosa che invece era successa a quelli che avevano avuto soltanto il libretto di auto-cura (in questi pazienti il consumo di farmaci era cresciuto del 14 per cento). Non è stato registrato nessun effetto collaterale rilevante, così i ricercatori concludono che i massaggi sono sicuri ed efficaci per trattare la cervicale, almeno nel breve termine. Anche se, ammettono, occorreranno altri studi per seguire i pazienti più a lungo (almeno un anno) e determinare tipologia e «dosi» più appropriate per i massaggi. Anche Feliciantonio Di Domenica, responsabile del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Istituto Gaetano Pini di Milano, conferma l’efficacia dei massaggi: «Noi in genere li associamo a una ginnastica specifica per il rachide cervicale e prevediamo 10 sedute più ravvicinate, nell’arco di due settimane. Pur tenendo conto di queste differenze con l’approccio degli statunitensi, anche nella nostra esperienza la massoterapia decontratturante classica si è rivelata in effetti molto utile in caso di cervicale cronica. Tant’è che viene prescritta da anni».

 

N.B. Le informazioni trattate in questi articoli non vogliono sostituirsi all’intervento del medico curante.