DISFUNZIONI FREQUENTI
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Si può risolvere con la Terapia Manuale Osteopatica TMO.

Un’importanza tutta particolare ha assunto in questi ultimi tempi la terapia manuale nel trattamento del mal di schiena comune. Tecniche che affrontano il problema come uno squilibrio di forze e tensioni muscolari, attraverso un lavoro manuale affidato prevalentemente al tatto, sia per la valutazione che per il trattamento di problemi meccanici che possono coinvolgere ogni parte del corpo. A sussidio dell’osteopata sta esclusivamente un lettino comune da ambulatorio, dopodiché entra in gioco la sensibilità del professionista, che non si sofferma necessariamente sulle parti dolenti del paziente, ma quelle che sono causa del dolore, dopo aver verificato eventualmente radiografia, ecografia, Tac, risonanza magnetica, per ricercare possibili controindicazioni al trattamento.

Fondamentale la sequenza dei quattro tempi caratteristici anche della terapia manuale: diagnosi, trattamento, consulenza e assistenza. Le tecniche usate non sono dolorose o invasive.

Il risultato, se non si sono determinati danni cronici irreversibili, è spesso immediato. Il trattamento osteopatico prevede quasi sempre anche una serie di esercizi relativi alla postura, che attengono alla vita quotidiana e dei quali si è detto in sede di illustrazione delle tecniche relative alla prevenzione della lombalgia. L’ideatore di questa tecnica, Palmer, sottolineò l’importanza della manipolazione della colonna vertebrale e ipotizzò che la compressione di un nervo o di una radice nervosa a livello della colonna vertebrale potessero causare sintomi locali e remoti dal sito della lesione. Requisiti di legge Medici e fisioterapisti possono eseguire tali procedure, che fino a pochi anni fa non erano contemplate dal nostro ordinamento. Nel 2008 in Italia, con la Legge finanziaria, si è ufficializzata l’attività di chiropratico, anche se rimangono alcuni ostacoli al riconoscimento ufficiale. Fondamentale nella lombalgia esaminare attentamente la colonna vertebrale e il bacino mediante esami radiografici, ortopedici e neurologici. In base ai riscontri, il chiropratico deciderà se è opportuno intervenire o no. Naturalmente. I chiropratici hanno pazienti di tutte le età e appartenenti a tutte le categorie di mestieri. Il trattamento viene accuratamente adattato allo stato dell’apparato motorio. Illuminante, a questo proposito, il parere formulato dal Jean Robert, ex direttore dell’Accademia svizzera di chiropratica: «Il compito del chiropratico- spiega lo specialista- è di effettuare la diagnosi complessiva, il trattamento, la profilassi e la riabilitazione delle disfunzioni e delle sindromi dolorose dell’apparato motorio e delle relative conseguenze biomeccaniche e neurofisiologiche. Sono trattati i disturbi statici e dinamici dell’apparato motorio.

Tali disturbi si verificano come conseguenza a breve o lungo termine di mutamenti meccanici o neurofisiologici, dopo una malattia, un infortunio e nel corso del normale processo di invecchiamento. Anche i disturbi provocati da una lombaggine, da un’ernia al disco, da un traumatismo cervicale di contraccolpo possono essere curati chiropraticamente, come ad esempio l’artrosi dovuta a logoramento. Tempi tecnici Come si svolge un normale trattamento? Inizialmente si effettua l’anamnesi. Dopo una serie di domande dettagliate segue l’esame clinico con metodi ortopedici e neurologici, spesso però anche con analisi del sangue e delle urine e radiografie. In questo modo si ottiene una diagnosi precisa. Poi seguono specifici esami chiropratici. Solamente dopo una diagnosi precisa e dopo aver escluso tutte le eventuali controindicazioni si passa al cuore del trattamento chiropratico: la manipolazione.

N.B. Le informazioni raccolte in questo sito hanno carattere puramente informativo. In nessun caso vogliono sostituire o intendersi atto medico o sanitario.

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